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28 FRAGMENTS AUTOUR D'ITALO ZUFFI

di Nicolas Bourriaud
[Dalla monografia The mystery boy, pubblicata da Gli Ori, Prato, and Galleria Continua, San Gimignano, 2003, pp. 61-67]

1. Pourquoi rendre compte du travail d'Italo Zuffi à travers des textes courts, des notes, des fragments ? Tout d'abord, parce qu'il procède d'une manière analogue : ses œuvres ne sont jamais prises dans une série ; hétérogènes les unes aux autres, elles exposent d'une manière laconique une idée, une sensation, un moment, une situation. Chacune d'entre elles semble appartenir à un ensemble considérable qui aurait brusquement disparu. Certaines œuvres agglomèrent et construisent des ensembles ; d'autres, comme celle de Zuffi, dispersent les choses, en restant attentive aux détails... Leggi

GIORNO DI SOLE

di Pier Luigi Tazzi
[Dalla monografia The mystery boy, pubblicata da ed. Gli Ori, Prato, e Galleria Continua, San Gimignano, 2003, pp. 99-105]

  1. Si chiedeva ogni volta dove stava.

  2. Non tanto, o quasi mai, perché. Né da dove. Come fosse arrivato là. Non è che tutto questo alla fine non lo interessasse, ma era indubbiamente secondario rispetto alla domanda principale, fondamentale: dove?

  3. Il suo sguardo è svagato, ma sul fondo di questa svagatezza... Leggi

SILENT ANARCHY

di Luca Cerizza
[Dalla monografia The mystery boy, pubblicata da Gli Ori, Prato, and Galleria Continua, San Gimignano, 2003, pp. 21-28]

"I believe we are climates menaced di the threat of a storm that happens elsewhere." Fernando Pessoa, The Book of Disquiet di Bernardo Soares

It's like a subtle sensation of undefined menace. Like realizing for the first time that our relationship with reality, the result of our every action, is inevitably tinged di a sense of possible failure. It's never the image of something dramatic, not a violent change. No evident trauma. Actually we never see anything happen, never bear witness to an event that might, in itself, be decisive... Read more


E' TUTTO VERO PER ITALO ZUFFI

di Chiara Chelotti
[In Carte d'Arte n. 2, primavera-estate 1999, p. 57]

Il dubbio tocca con mano creatrice la materia dell'autenticità, e nel caso di Italo Zuffi ogni parametro di riferimento viene azzerato da oltraggi a leggi fisiche e sfide alla ragione d'essere ed apparire. Interno ed esterno vengono rimescolati in un fare nevrotico che 1. smonta lo sguardo ordinario, 2. estrapola il particolare, 3. capovolge le prospettive, 4. analizza le circostanze, 5. rovescia il campo, 6. crea nuove configurazioni e strane famiglie, 7. s'incendia in esperienza, 8. passa oltre, 9. ordina un bicchiere d'acqua... Leggi


A CAUSA DELLA DISTANZA

di Emanuela De Cecco
[Dal catalogo della mostra A causa della distanza, Viafarini, Milano 2000]

Cerco di capire cosa succedeva in questi edifici prima che arrivasse un'onda o qualcosa del genere e li capovolgesse scoperchiandoli ma non ci riesco. Cerco di intuire le espressioni dei volti e i profili dei corpi delle statue abbandonati in un'aula di una scuola prima che qualcuno li rivestisse con la plastica ma non ci riesco... Leggi


SU "PERIMETRO"

di Irene Amore
[Dal catalogo della mostra On Air: Video in onda dall'Italia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Monfalcone 2004, p. 358]

Occupare il limite tra due zone rimanendo sulla soglia implica non tanto la capacità di marcare quel limite e contenere le rispettive zone, quanto piuttosto l’abilità di muoversi lungo il margine mantenendosi in equilibrio. Soprattutto quando l’occhio osservatore ed insieme partecipe della telecamera segue l’andamento dell’operazione, interpretandola con accanito rigore... Leggi


ITALO ZUFFI'S SHAKING DOORS

di Karen Rosenberg
[Testo critico della mostra Shaking doors, Suite 106, New York 2003]

Italo Zuffi's aesthetic, with its reliance on prosaic materials to explore subtle states of vulnerability, might be labelled "Architecture Povera". Drawn to the insecure and the slightly off-kilter, the rickety and the wobbly, Zuffi creates and records structures that seem destined to fail. One thinks of Giovanni Anselmo's Arte Povera sculpture "Untitled" (Eating Structure) (1968), in which a lettuce joins two stone blocks until its eventual wilting causes the artwork to collapse. But where Anselmo is concerned with the process of organic decay, Zuffi hones in on the hazard of architectural disintegration. Lettuce rots, but buildings come crashing down... Read more


SPAZI INDEFINITI

di Roberto Daolio
[Dalla monografia L’ultimo ostacolo mentale, Toscanella di Dozza 1998, p. 2]

Non sono certo se ribaltare la percezione di uno spazio fisico e reale, attraverso alcuni semplici atti e azioni di dislocamento, possa riportare di fatto a riflettere sull'ordine e sullo stato momentaneo delle cose. E delle relazioni che possiamo intrattenere con esse, sollecitando l'attitudine ad elaborare un grado di investigazione a distanza. Dove l'alto e il basso, il dentro e il fuori, il piccolo e il grande, lo statico e il dinamico, si possono rivelare come convenzioni artificiali e come risvolti ambigui di un'idea progettuale fragile e precaria. Sono certo, invece, che nel lavoro di Italo Zuffi... Leggi